Nella capitale 33.428 posteggi su un parco circolante di 395 mila veicoli

Roma leader in Italia per i parcheggi dedicati alle moto. Lo rileva l'Osservatorio Focus 2R

Roma è la città italiana che riserva alle 2 ruote motorizzate il maggior numero di parcheggi dedicati: 33.428, contro i 30.814 di Firenze e i 20.400 di Milano

La capitale si rivela la città italiana che riserva alle moto il maggior numero di posteggi. E’ quanto emerge dai dati diffusi da Confindustria ANCMA, l'Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori, che, in collaborazione con Legambiente, ha creato l’Osservatorio Nazionale Focus 2R per fotografare le politiche di mobilità dedicate a biciclette e motocicli nel Belpaese.
Il problema dei parcheggi è particolarmente sentito in una città come Roma che ospita il più importante parco circolante moto d’Italia con 395 mila veicoli, ovvero 14 motocicli ogni 100 abitanti. Il dato diviene ancor più significativo se comparato a realtà cittadine del calibro di Milano, 160 mila o Genova 137 mila.
Rispetto al totale dei parcheggi presenti all’interno del territorio comunale, la Capitale dedica a moto e scooter il 36% degli stalli disponibili: meglio fanno Firenze, 38% e, soprattutto, Torino 50%.
Il report, unico in Italia, rende disponibile un patrimonio di informazioni su piste ciclabili, guardrail, sharing mobility, parcheggi dedicati, colonnine di ricarica per i veicoli elettrici, forniti direttamente dalle amministrazioni locali.
La ricerca mette in evidenza che in Italia cresce la mobilità su due ruote dove, nel 74% dei comuni interpellati, è possibile l’accesso all’interno delle Zone a Traffico Limitato di ciclomotori e motocicli. È significativo che in una città su 10 l’accesso al centro storico sia consentito ai soli veicoli con motorizzazione elettrica.
La circolazione di ciclomotori e motocicli nelle corsie riservate ai mezzi pubblici rimane vietato nella maggioranza delle città, ma la percentuale dei comuni che ne autorizzano l’accesso sale – rispetto alla rilevazione del 2016 – dall’8% al 12%. Diversa la situazione delle biciclette, che sono autorizzate a circolare in tutte o alcune corsie riservate in 36 Comuni, pari al 41% del totale. Significativo anche il dato relativo alle città che autorizzano il trasporto delle biciclette sui mezzi pubblici: si tratta di 38 comuni, pari al 40% del totale mentre in precedenza erano il 31%.
Resta un problema irrisolto quello degli spazi riservati al parcheggio di moto e scooter: circa la metà delle città, 56%, offrono una disponibilità di stalli dedicati alle due ruote motorizzate inferiore al 5%; peggiore, se possibile, la situazione delle biciclette: il 50% dei Comuni dichiara di non avere nessuno stallo dedicato ai velocipedi o, comunque, in percentuale inferiore all’1% del totale. Tuttavia qualche timido segnale di miglioramento emerge dal confronto con l’anno precedente: la disponibilità media dei parcheggi dedicati sale dall’8% all’11% per le moto e dal 9% al 12% per le biciclette. Migliore la situazione dei parcheggi di interscambio per le biciclette, collocati in corrispondenza delle stazioni ferroviarie: il 73% delle amministrazioni locali, in aumento rispetto al 2016 quando erano il 69%, ne ha allestiti presso almeno una stazione.
"La mobilità a due ruote in Italia e la possibilità di spostarsi su biciclette, scooter e motocicli" ha dichiarato Andrea Dell’Orto, Presidente di Confindustria ANCMA, "rappresenta un’opportunità irrinunciabile per le amministrazioni locali italiane in un’ottica di riduzione delle emissioni e snellimento del traffico. La richiesta di ANCMA è che il quadro" regolatorio" diventi sempre più chiaro, uniforme e favorevole alla diffusione delle due ruote e alla loro sicurezza nel traffico urbano. A monte di questo fenomeno c’è un industria in salute, italiana, che produce ricchezza e occupazione per il Paese: le aziende del settore moto e bici generano un fatturato di 5 miliardi di euro e danno lavoro a 60.000 addetti; l’Italia è leader europeo nella produzione di veicoli a due ruote, sia motorizzati che a pedale, e può vantare una bilancia commerciale in attivo da 25 anni per un valore cumulato superiore ai 17 miliardi di euro".

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