11 febbraio, giornata mondiale "Donne e Ragazze nella Scienza"

Le donne nella ricerca stanno aumentando. Lo garantisce Fabiola Gianotti

L'11 febbraio sarà la "Giornata Mondiale Donne e Ragazze nella Scienza", istituita dalle Nazioni Unite per promuovere l’uguaglianza di genere nella scienza e consentire alle donne il pari accesso alla materia. Fabiola Gianotti, Direttore Generale del Cern di Ginevra, ha parlato a Roma durante un convegno all'Accademia dei Lincei di aumento del numero delle donne nei settori di scienza e ricerca rispetto a 20 anni fa. Un miglioramento anche se ancora si è molto lontani dall'uguaglianza

E’ tra le scienziate più influenti del mondo, osannata dai magazine stranieri e amata anche in patria visto che l’allora Presidente Giorgio Napolitano l’ha insignita del titolo di “Cavaliere di Gran Croce” dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
Fabiola Gianotti, prima donna alla guida del Cern di Ginevra, in occasione di un convegno nella capitale sulla fisica delle particelle presso l’Accademia dei Lincei, ha voluto ricordare la giornata mondiale “Donne e ragazze nella scienza”, prevista per l’11 febbraio. Una giornata istituita dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per promuovere l’uguaglianza di genere nella scienza e consentire alle donne e alle ragazze di avere pari accesso alla materia.
“Le donne nella ricerca sono ancora poche, ma stanno aumentando”, ha dichiarato, “Un progresso c’è stato ma bisogna continuare su questa stessa strada. Al Cern lavoro benissimo perché è un luogo che celebra la diversità in tutti i sensi, non solo in termini di genere ma anche di etnia, origini e tradizioni. Al Cern lavorano più di 17.000 ricercatori di oltre 110 nazionalità diverse e siamo abituati a lavorare in armonia tutti insieme”.
Nonostante la grande apertura dell'Organizzazione Europea per la Ricerca Nucleare, anche al Cern il numero di scienziate è nettamente inferiore di quello dei colleghi uomini.
“Purtroppo anche qui le donne sono sempre una frazione minore: attualmente sono il 12%. Non è ancora un numero sufficiente per parlare di pari accesso alla materia ma se si pensa che 20 anni fa erano il 4%, allora c'è stato senz'altro un miglioramento. Certo, è necessario proseguire nella medesima direzione”.