No al fango

Roma: rinvio a giudizio per la sindaca falso per la vicenda Marra, niente abuso d'ufficio

La sindaca era indagata anche per abuso d’ufficio in merito alla nomina di Romeo. Accusa che va verso l’archiviazione

La procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per Virginia Raggi per l'accusa di falso in relazione alla nomina di Renato Marra, fratello del suo ex braccio destro Raffaele Marra, all'incarico di capo dipartimento per il turismo. Per la nomina di Renato Marra, la Procura ha anche chiesto il giudizio per abuso d'ufficio per Raffaele Marra, attualmente sotto processo per corruzione in concorso con l'imprenditore Sergio Scarpellini e ormai fuori dall'amministrazione comunale a seguito di "sue dimissioni irrevocabili": trattandosi della pratica che riguardava il fratello, Raffaele - secondo gli inquirenti - si sarebbe dovuto astenere e invece si attivò procurando al suo congiunto «un ingiusto vantaggio patrimoniale» costituito sia dalla "illegittimità della nomina e sia dall'attribuzione di una fascia retributiva superiore a quella posseduta".
"Non commentiamo mai le scelte della magistratura e le vicende processuali, siamo garantisti coi nostri avversari, a differenza degli altri partiti", è la reazione del presidente del Pd Matteo Orfini."Per mesi i media mi hanno fatto passare per una criminale, ora devono chiedere scusa a me e ai cittadini romani. Apprendo con soddisfazione che, dopo mesi di fango mediatico su di me e sul M5S, la Procura di Roma ha deciso di far cadere le accuse di abuso d'ufficio” E sono convinta che presto sarà fatta chiarezza anche sull'accusa di falso ideologico", si consola la Raggi, per l'archiviazione dell'accusa di abuso d'ufficio. Anche Beppe Grillo e Davide Casaleggio hanno espresso soddisfazione per la caduta di questa accusa.

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