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Colle Viminale: il più piccolo dei sette

Colle Viminale: il più piccolo dei sette
Nasce dall'amore per le passeggiate romane” il Giringiro”* di Francesca Pucci. Una rubrica per gli amanti delle passeggiate romane soprattutto di quella parte di Roma sparita, un viaggio attraverso le meraviglie di questa affascinante città. Il nostro vuole essere un appuntamento per chi ha voglia di sperimentare insieme il viaggio attraverso l’arte, la cultura, l’ambiente e le tradizioni. *Giringiro cit film cult anni 80 Crocodile Dundee.

Il Viminale è il più piccolo dei sette colli di Roma, al quale si aggiungono il Campidoglio, il Quirinale, il Palatino, l'Aventino, il Celio e l'Esquilino. Era separato dall'attiguo colle Quirinale dal "vicus Longus", che dal Foro di Augusto seguiva la valle fino alle Terme di Diocleziano. In età repubblicana il Viminale, quasi privo di santuari e monumenti pubblici, era essenzialmente un quartiere residenziale, come dimostrano le ricche case del II e del I secolo a.C. rinvenute in via Panisperna, via Balbo e lungo il "vicus Patricius". Tra gli edifici pubblici ricordiamo la caserma della III coorte dei Vigiles, situata probabilmente presso la "porta Viminalis", ed uno stabilimento termale chiamato "Lavacrum Agrippinae", posto nei pressi della chiesa di S.Lorenzo in Panisperna. Il nome di questo colle deriva dai "vimina", ovvero i vincheti, cespugli e boschetti di salice che anticamente vi crescevano in abbondanza. Una contrada al centro del Viminale era detta in tempo antico "ad decem tabernas", per alcune botteghe esistenti in loco, tanto che per molto tempo si usò chiamare questa zona "Dieci Botteghe". Il palazzo del Viminale, costruito in stile neo cinquecentesco, come sede del Ministero degli Interni, nel 1920 su progetto di Manfredo Manfredi, il quale nel 1931 provvide al collegamento dell'edificio con la piazza attraverso la realizzazione della doppia rampa ai lati della scalinata. Per riempire il vuoto dell'emiciclo compreso tra le due rampe, nel 1929 venne realizzata una fontana, su progetto dell'architetto Fulvio Morbiducci, costituita da una vasca di marmo posta ad un livello inferiore rispetto al livello stradale: al centro si eleva un basamento quadrangolare (sul quale sono scolpiti il simbolo del rione Monti e la lupa capitolina) che sostiene un ampio catino, anch'esso quadrangolare. Da precisare che la fontana fu progettata inizialmente per "piazza Mastro Giorgio" (oggi piazza Testaccio), "parcheggiata" poi in piazza Galieno prima di essere definitivamente collocata in piazza del Viminale.

di FRANCESCA PUCCI

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